Un tumulto di emozioni nelle ultime settimane in attesa del mio compleanno.
26 anni sono tanti se ci si sente fallimentari, un giorno ci dipingevamo donne in carriera a trent'anni. Un numero cosi lontano
Quest'anno per la prima volta mi sono sentita assolutamente una fallita (in ambito lavorativo, negli altri ambiti ahimè è una sensazione costante). Ho speso 2-3 settimane in esperimenti che non hanno funzionato. Ho iniziato a pensare di mollare la ricerca, di arrendermi e di buttarmi su un lavoro vero.
Ogni giorno in lacrime mi trascinavo in ufficio, se niente funziona perchè lavoro? perchè non mi licenziano? io mi licenzierei.
Il giorno del mio compleanno volevo sparire, il mio piano malefico era prendere un aereo e andare via. Avendolo deciso troppo tardi i prezzi erano troppo elevati per farlo.
Volevo solo tornare a casa, passare il mio compleanno con la mia famiglia che ultimamente si è riunita solo per circostanze spiacevoli. In più il primo compleanno senza mia nonna.
E il peso dei fallimenti.
Poi ho capito che dalle persone che ti amano non si puo scappare. I miei amici sarebbero venuti a farmi gli auguri in ogni caso.
E allora in 12 ore ho organizzato una cena e preparato due torte.
Ed è stato piacevole riunirci, non era una festa di compleanno, ma solo una cena per stare insieme! E questo mi stava bene.
Il pensiero del fallimento mi divorava ogni giorno intanto. Il mio contratto sarebbe scaduto a giugno e il tempo era troppo breve per finire un progetto di ricerca cosi grande.
Avevo iniziato a lavorare sul mio CV, pensando di mollare licenziandomi e cercare lavoro.
E poi la svolta dell'anno
Ho vinto dei fondi di ricerca statali, personali, per 4 anni. Una prestigiosissima e ricchissima borsa di studio che mi ha assicurato i prossimi 4 anni e, soprattutto, mi dà il tempo necessario per portare quanto più possibile avanti questo progetto.
Stento ancora a crederci! Ogni tanto riapro le email per realizzare che il mio nome li non era frutto di un errore
Ma non è un errore, e questo ha risollevato il morale cosi tanto. La motivazione che serviva dopo aver vissuto un anno terribile.
26 anni sono tanti se ci si sente fallimentari, un giorno ci dipingevamo donne in carriera a trent'anni. Un numero cosi lontano
Quest'anno per la prima volta mi sono sentita assolutamente una fallita (in ambito lavorativo, negli altri ambiti ahimè è una sensazione costante). Ho speso 2-3 settimane in esperimenti che non hanno funzionato. Ho iniziato a pensare di mollare la ricerca, di arrendermi e di buttarmi su un lavoro vero.
Ogni giorno in lacrime mi trascinavo in ufficio, se niente funziona perchè lavoro? perchè non mi licenziano? io mi licenzierei.
Il giorno del mio compleanno volevo sparire, il mio piano malefico era prendere un aereo e andare via. Avendolo deciso troppo tardi i prezzi erano troppo elevati per farlo.
Volevo solo tornare a casa, passare il mio compleanno con la mia famiglia che ultimamente si è riunita solo per circostanze spiacevoli. In più il primo compleanno senza mia nonna.
E il peso dei fallimenti.
Poi ho capito che dalle persone che ti amano non si puo scappare. I miei amici sarebbero venuti a farmi gli auguri in ogni caso.
E allora in 12 ore ho organizzato una cena e preparato due torte.
Ed è stato piacevole riunirci, non era una festa di compleanno, ma solo una cena per stare insieme! E questo mi stava bene.
Il pensiero del fallimento mi divorava ogni giorno intanto. Il mio contratto sarebbe scaduto a giugno e il tempo era troppo breve per finire un progetto di ricerca cosi grande.
Avevo iniziato a lavorare sul mio CV, pensando di mollare licenziandomi e cercare lavoro.
E poi la svolta dell'anno
Ho vinto dei fondi di ricerca statali, personali, per 4 anni. Una prestigiosissima e ricchissima borsa di studio che mi ha assicurato i prossimi 4 anni e, soprattutto, mi dà il tempo necessario per portare quanto più possibile avanti questo progetto.
Stento ancora a crederci! Ogni tanto riapro le email per realizzare che il mio nome li non era frutto di un errore
Ma non è un errore, e questo ha risollevato il morale cosi tanto. La motivazione che serviva dopo aver vissuto un anno terribile.
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